lunedì 26 novembre 2012

IL FEMMINISMO HA PORTATO AD UN RADDOPPIO DEI FEMMINICIDI







Le leggi anti-uomo che le femministe hanno voluto per ‘proteggere le donne’ hanno portato al raddoppio degli omicidi familiari.

  
 
Ralph chiede aiuto ai familiari per comprare la casa coniugale, nasce un bambino, ma dopo qualche anno la coppia è in crisi. Mentre la coppia partecipa a sedute di riconciliazione, la moglie Gillian ha un amante. Anche a Natale lei mente per passare tre giorni con l’amante. Alla fine la sorella di Gillian avverte Ralph che si reca a casa dell’amante dove trova la moglie Gillian nuda. L’amante dice che la donna aveva mentito anche a lui negando di essere sposata.
 
Mentre tornano a casa c’è un litigio e Gillian accusa Ralph di averle dato un ceffone. L’accusa, forse falsa o forse vera, è basata solo sulla parola della donna. L’uomo viene allontanato dalla moglie e dal figlio, la moglie accetta di parlargli ma lo denuncia per aver violato l’ordine di allontanamento (quando entrambi lo avevano violato), lui si rovina assumendo avvocati civilisti e penalisti per difendersi; quando ottiene di poter vedere il figlio la donna non obbedisce alle sentenze e la giustizia così spietata nell’allontanarlo dal figlio non fa nulla per porre fine a questa violazione dei diritti umani.
 
Il giorno della festa del papà scoppia a piangere quando la scuola gli consegna il regalo del figlio, ma l’uomo è ormai caduto in depressione, non riesce più a pagare gli avvocati ed il mutuo della casa in cui non può entrare ed i mantenimenti.
 
E così lascia un video in cui dice di non poter vivere senza il figlio in mano ad una persona perversa come Gillian, acquista una pistola, si reca nella casa dove Gillian rifiuta l'invito di Ralph di portare momentaneamente il bambino dai vicini il quale assiste cosi' all’omicidio della mamma ed al suicidio del papà.
 
La vicenda dell’omicidio di Gillian ad opera dell’ex marito Ralph e' narrata nel video seguente da Walter Fox, avvocato penalista dell'Ontario molto conosciuto e altamente stimato.
 
Le femministe radicali hanno usato questa vicenda per attaccare Ralph e tutti gli uomini e chiedere più soldi per i loro centri.
 
STATISTICHE
Separazioni trasformate in tragedie per vie delle leggi anti-uomo volute dal femminismo radicale. Per inquadrare seriamente il fenomeno riportiamo alcune statistiche.
 
Negli Stati Uniti l’aumento è del 60%, secondo i dati pubblicati dalla economista Radha Iyengar dell’Università di Harvard in un articolo apparso sul New York Times del 7/8/2007:
Due decenni fa, per ridurre la violenza domestica, alcuni stati vararono leggi di “carcerazione preventiva” secondo cui i poliziotti che intervenivano non dovevano valutare se la persona accusata fosse davvero violenta: dovevano arrestarla in ogni caso in cui qualcuno denunciava un abuso.
Pareva una buona idea, ma oggi sembra che la legge ha avuto un effetto mortale: il numero di omicidi commessi fra partners è significativamente maggiore negli stati che hanno questa legge rispetto agli altri stati. [...]
Ho recentemente studiato il numero di omicidi prima e dopo l’entrata in vigore di queste leggi. Nella media nazionale, il numero di omicidi è calato, probabilmente grazie alle campagne di sensibilizzazione. Ma negli stati con leggi di carcerazione preventiva, gli omicidi sono saliti del 50% rispetto agli stati senza queste leggi.
Le leggi sull’arresto obbligatorio hanno anche portato ad un aumento del 150% delle donne condannate per violenza: il Guardian osserva che, quando la polizia ha discrezione se arrestare o meno, preferisce arrestare uomini piuttosto che donne.
 
In Italia le politiche femministe hanno causato un raddoppio degli omicidi familiari, la cui incidenza è quadruplicata. Lo dicono i dati del Ministero dell’Interno, in cui gli omicidi familiari sono classificati come “famiglia/passioni amorose”. Nel 1992 erano meno di 100, oggi sono 200 circa.
 
 
Le cause sono evidenti: si tratta di uomini che, ridotti alla disperazione da calunnie e sentenze femministe, arrivano a compiere omicidi seguiti dal proprio suicidio nel 41% dei casi. Le femministe chiedono pene ancora più pesanti contro gli uomini, ma è chiaro che nessuna misura repressiva può fermare chi è ridotto alla disperazione.
 
Per fermare questo trend negativo occorre un vero affido condiviso, una moratoria dei mantenimenti, stroncare la pratica delle false accuse in sede di separazione con pesanti condanne per calunnia, chiudere i centri ripetutamente coinvolti.
 
Il totale fallimento dei centri anti-violenza (omicidi di donne raddoppiati) fa risaltare il successo ottenuto dalla Forze dell’Ordine, che nello periodo 1992-2006, sono riuscite a dimezzare il numero degli omicidi totali.
 
Anche i sondaggi di opinione trovano che il 90% degli italiani vuole che i centri anti-violenza venga chiuso e che sia la Polizia e non le femministe ad occuparsi della sicurezza di tutti noi:
 
 
Anche in Italia le femministe radicali gridano al “femminicidio” per ottenere fondi aizzando la conflittualità e la calunnia di genere che poi porta agli omicidi. Ma la realtà è che il 70% delle vittime di omicidi sono uomini: sia le donne che gli uomini uccidono in prevalenza uomini piuttosto che donne [Fonte: Ministero Interno].
 
 Le femministe italiane diffamano gli italiani sostenendo falsamente che l’Italia sarebbe il paese più violento d’Europa. In tutti i paesi le femministe tentano di sostenere questa menzogna al fine di creare allarme sociale ed ottenere fondi.
 
Nel caso dell’Italia, i dati OMS mostrano che l’Italia ha, ancora oggi, uno dei più bassi tassi di omicidi di donne in Europa:
 
L’Italia è invece il paese europeo con il massimo squilibrio di genere negli omicidi: le vittime sono al 70-80% uomini.
 


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