giovedì 7 marzo 2013

POLITICHE 2013: WATERLOO PER LA PARTITOCRAZIA

Le elezioni politiche nazionali del 2013 hanno finalmente messo a nudo il fallimento del sistema partitocratico italiano che gia’ in tanti avevano colto ma che mancava solo in forma elettorale. In Italia, le classi piu’ deboli sono sempre quelle che piu’ pagano i fallimenti del sistema. Questa volta pero’ e’ successa una cosa straordinaria: i deboli non si sono fatti accalappiare dalle solite promesse del politicante di turno agganciato al proprio partito. Hanno messo a fuoco le innumerevoli e successive mancate promesse dei partiti che hanno mandato l’Italia allo sfascio e che in occasione delle elezioni hanno avuto la faccia tosta di spacciarsi come nuovi, riformatori e chi ne ha piu’ ne metta. C’e’ stato chi si e’ astenuto ma anche chi ha voluto dare il proprio voto ad un MoVimento nato dal nulla, fondato da un comico, che rifiuta finanziamenti pubblici, che rifiuta di apparire nei talk-show TV, che comunica solo via web, che trattiene come stipendio solo una parte della propria busta paga di consigliere/parlamentare ed il resto lo restituisce allo Stato, che i propri candidati politici vengono eletti da coloro iscritti al MoVimento e tutto avviene via Web. Tutto questo non e’ promessa ma e’ storia di questi giorni. Una storia che, solo 2 anni fa’, sarebbe apparsa utopica in un Paese come l’Italia dove rinnovamento significa semplicemente cambiare nome al partito con l’elezione di un nuovo segretario e formare coalizioni. Questo cliché e’ andato avanti per decenni e ormai sembrava essere uno standard da seguire: la gente era invitata e scegliere i partiti e le loro ideologie, non a guardare le proposte concrete e la faccia dei candidati per risolvere i problemi.
Ci si rivolgeva al politico come a quello che era ‘di destra o di sinistra’ e non per il contenuto delle sue parole e le proposte. In questo clima, nasceva poi il ‘complesso dell’elefante’ ossia la sinistra che doveva battere la destra e viceversa ed ecco quindi originarsi il nemico da combattere.
Passano gli anni, passano decenni. La destra deve battere la sinistra. Berlusconi scende in campo per impedire l’ascesa dei comunisti. I comunisti iniziano ad avere il complesso dell’elefante ossia non parlano piu’ di proposte e dei problemi della gente ma di schiacciare Berlusconi. Il Paese viene inghiottito dalla crisi mondiale in maniera pesante: recessione, disoccupazione, chiusura delle aziende, fallimenti, imprenditori che si suicidano e tanti altri che vanno all’estero. In questo clima di vacche magrissime, i partiti che si sono spartiti il potere degli ultimi 20 anni non riescono a cogliere l’emergenza che sta mandando l’Italia in un baratro. L’Italia, complice una legge elettorale tanto orrenda che viene definita porcellum proprio dal suo ideatore, e’ vittima del proprio sistema che per anni e anni ha premiato gli incompetenti, i politici trombati ed i loro leccaculo a scapito di coloro che con tanti sacrifici hanno invece studiato e lavorato maturando conoscenza e competenza. I posti chiave dell’economia italiana erano occupati da incompetenti leccaculo mentre chi aveva capacita’ era costretto ad andare all’estero.
La recessione dura da 6 semestri ossia da quando c’era il governo Berlusconi, proprio quel governo che doveva costituire la svolta per l’Italia. Cosa succede invece ? Il parlamento e’ praticamente bloccato da agende che non sono nell’interesse degli italiani ma del Primo Ministro. I continui guai giudiziari di Berlusconi tengono Montecitorio bloccato sui temi principali a favore invece di leggi ad personam che debbono scagionare e/o avvantaggiare l’impero mediatico del Premier. L’Europa e’ stufa di Berlusconi e auspica invece un Premier che possa effettuare le riforme auspicate da Bruxelles soprattutto in materia fiscale ed economica. Ecco quindi arrivare Monti da tutti atteso come il salvatore, colui che non ci fara’ fare la fine della Grecia e lui cosa fa ? Strangola ancora di piu’ l’economia la cui spina dorsale, ricordiamoci bene, e’ costituita dal 75% di piccole-medie imprese. La FIAT e’ solo una goccia. In un Paese dove l’economia e’ in recessione, si alzano ancora di piu’ le tasse gia’ alte. Gia’, perche’ lo scopo non e’ il bene della singola famiglia, la felicita’ del cittadino italiano. Poco importa la sorte del singolo o della famiglia. Il piccolo imprenditore che contribuisce all’economia pagando le tasse e dando lavoro a tanti che hanno famiglia, si trova in una morsa che diventa sempre piu’ stretta: gli ordini diminuiscono, le tasse aumentano, la riscossione dei crediti si fa’ sempre piu’ ardua e le banche non gli concedono prestiti. Di lui pero’nessuno parla. La politica tace. Non tace pero’ quando sono le banche ad avere difficolta’. Per loro, i soldi ci sono. 4 miliardi di euro per salvare MPS ma per le piccole imprese che necessitano solo di poche centinaia, le porte sono sbarrate. Per loro, la politica non ci sente. Il malato ha un nuovo nome: spread ossia gli interessi che lo Stato paga sul debito. A Monti ricadono riforme da fare in 11 mesi che bisognava invece pianificare attentamente nei 20 anni precedenti. Risultato ? Si vedra’ negli anni ma sicuramente la conta degli esodati creati dalla riforma delle pensioni e’ stato un autogol, l’articolo 18 non ha creato occupazione o nuovi investimenti. Il ruolo del governo Monti e’ stato quello di seguire la lettera che la BCE ha inviato all’Italia applicando rigore che ha aumentato i poveri e distrutto le classi piu’ deboli rendendole ancora piu’ precarie.
Non c’e’ quindi da meravigliarsi se tutti i valori sono negativi: aumento dei poveri, del debito pubblico, disoccupazione, recessione, imprese che chiudono e altre che si trasferiscono all’estero. Non c’e’ un solo valore positivo sino ad oggi.
Ma d’altronde, che pretese possiamo avere noi italiani ? Ci sono segnali chiari da interpretare per renderci conto che SIAMO INCAPACI DI AUTOGOVERNARCI.
a)      In un Paese dove le cose vanno male, Renzi sarebbe stato scelto come leader e non Bersani;
b)      In un Paese dove le cose vanno male, come si fa’ a votare ancora chi ha una decina di processi in corso per corruzione, concussione, prostituzione e si professa il nuovo dopo ben 20 anni di politica ?
c)       Laddove esiste una democrazia fatta di elettori chiamati a decidere tra massimo 4 partiti, da noi ce ne sono un centinaio ognuno con il suo ego. Formano coalizioni sperando di vincere e quindi sedersi sulla poltrona dalla quale non si schiodano piu’ perdendo cosi’ la percezione dei problemi reali del cittadino comune;
d)      Come si fa’ a tollerare l’effetto Scilipoti ? In quale altra democrazia viene permesso che il voto venga tradito lasciando che il parlamentare cambi sponda dalla mattina alla sera senza subire procedimenti ?
e)      Chi puo’ dimenticare che nel 1993 gli italiani hanno scelto con un referendum di abolire il finanziamento pubblico ai partiti e loro hanno preso tutti per il culo sostituendo la parola ‘finanziamento’ con ‘rimborso’ ?
Io non ho mai votato. Non perche’ sia indifferente alla politica. Politica deriva da Polis ossia governo/amministrazione del Paese. Ci tengo eccome al mio Paese. Non ho mai votato poiche’ non ho mai individuato chi mi rappresenta e i punti precedenti ne sono testimonianza. Avrei voluto votare le proposte, non le persone. Non me ne frega nulla se a risolvere un problema sia destra o sinistra. Basta che lo si risolva, punto e basta. Invece i problemi restano poiche’ nessun politico e’ stato in grado di pensare ai problemi delle persone, a mettere l’interesse del cittadino e delle future generazioni davanti al proprio interesse e a quello del partito. Governo e opposizione litigano ma, guarda caso, sono sempre d’accordo quando si tratta di toccare (o meglio, non toccare) le loro tasche che negli anni si sono sempre gonfiate anche quando il Paese retrocedeva. Ci venivano a dire di prepararci a tirare la cinghia proprio da loro che non sanno quanto costa andare a fare la spesa, fare benzina, l’abbonamento al treno, al bus, l’affitto, luce, elettricita’, gas, acqua, ecc… poiche’ c’era sempre chi la faceva per loro, chi pagava per loro, chi offriva loro regali, sconti, servizi gratuiti, tavole imbandite di ostriche e rimborsi stratosferici. Recentemente poi abbiamo potuto assistere alla loro caduta mentre lo stomaco ci si rivoltava nell’assistere alle loro patetiche difese in TV mentre giustificavano le centinaia di migliaia di euro finiti nelle loro tasche sottolineandole con diversi ‘purtroppo’. “Purtroppo mi sono piovuti 750,000 euro all’anno per la mia attivita’ politica”. Poverino, potevamo tutti vedere quanto fosse in pena questo povero capogruppo regionale.
Ma sono gli Italiani veramente vittima di queste schifezze o piuttosto vittima di loro stessi ?
Mi rifaccio ai punti della mia succitata lista affermando: fintantoche’ esistono milioni di persone che eleggono un leader PD non sui programmi concreti ma perche’ “e’ una brava persona”, fintantoche’ esistono milioni di persone che dimenticano come un ex Premier abbia trattato Montecitorio a suo uso e abuso presentando leggi ad personam ed oggi ancora a 76 anni si ripresenta e lo rivotano dopo 20 anni di politica, penso che questo Paese non si schiodera’ piu’ dalla crisi che sta vivendo e che le future generazioni pagheranno piu’ di tutti.

venerdì 30 novembre 2012

ERIN PIZZEY: LA VIOLENZA NON HA SESSO


Pizzey e’stata minacciata di morte e soggetta a boicottaggi in seguito alla sua conclusione che "..molte violenze domestiche sono reciproche e che le donne sono capaci di violenze tanto quanto l’uomo.."

Erin Patria Margaret Pizzey (nata il 19 Febbraio del 1939) e’ un’attivista di famiglia inglese ed una scrittrice di successo. E’ diventata famosa a livello internazionale dopo aver fondato il primo rifugio per le donne della civilta’ moderna – Aiuto per le Donne di Chiswick – nel 1971, organizzazione oggi sotto il nome di Refuge. Pizzey e’ stata minacciata di morte e soggetta a boicottaggi in seguito alla sua conclusione che molte violenze domestiche sono reciproche e che le donne sono capaci di violenze tanto quanto l’uomo.

VITA

E. Pizzey nasce a Tsingtao (ora Quigdao) in China nel 1939. Suo padre era un diplomatico e uno di 17 figli proveniente da una famiglia povera irlandese. La famiglia si trasferisce a Shanghai dove viene catturata dall’Armata Giapponese nel 1942 durante la guerra e scambiata con prigionieri di guerra giapponesi.
 
Pizzey fonda il primo centro assistenza per le donne a Belmont Terrace in Chiswick ad Ovest di Londra dove alle donne abusate viene offerto loro te’, compassione e un alloggio per loro ed i bambini. Pizzey piu’ tardi apre un ulteriore numero di centri nonostante l’ostilita’ delle autorita’. A quei tempi, la sua determinazione ed il suo lavoro da pioniere degli auti alle donne era altamente apprezzato. Nel 1975 il parlamentare Jack Ashley ha dichiarato alla Camera dei Deputati “il lavoro di Pizzey e’ stato un lavoro di primo grado. E’ stata lei ad individuare il problema per prima, ad essere stata anche la prima a riconoscere la serieta’ della situazione e la prima a fondare un centro aiuto donne a Chiswick. Grazie al risultato di questo lavoro pionieristico, l’intera nazione ora apprezza il significato del problema”.
Pizzey afferma che tante militanti femministe – con la collusione delle prominenti donne del partito laburista -  hanno deviato la causa manipolizzandola per demonizzare gli uomini, non solo nel Regno Unito, ma anche internazionalmente. A seguito di cio’, la richiesta di aiuto di donne vittime di violenza domestica aumento’ e presto fu creato un fondo pubblico. Oggi, il movimento e’ stato rinominato Women’s Aid e raccoglie milioni di sterline all’anno da fonti diverse, la prima delle quali e’ lo Stato. Pizzey si e’ lamentata che il movimento che ha fondato ha progressivamento cambiato da personale a politico.
Subito dopo la fondazione del suo primo centro rifugio per le donne, Pizzey si e’ resa conto che la violenza domestica era reciproca con entrambi i partner ad abusarsi reciprocamente piu’ o meno allo stesso modo. A tale conclusione e’ giunta facendo domande dirette alle donne nel suo centro riguardo la violenza subita concludendo che molte donne erano ugualmente violente o anche di piu’ rispetto ai loro mariti. In una sua ricerca intitolata “Studio comparativo sulle donne picchiate e donne inclini alla violenza” (co-ricercatore Dr. John Gayford dell’Ospedale di Warlingham), Pizzey fa distinzione tra “donne genuinamente picchiate” e “donne inclini alla violenza” con quest’ultima definita come “vittima involontaria della propria violenza”. Questo studio riporta che il 62% della popolazione viene descritta come “incline alla violenza”. Scoperte simili nella reciprocita’ della violenza domestica sono state confermate in studi successivi.
Nel libro “Prone alla Violenza”, Pizzey afferma che molte donne che si rivolgono ai centri avevano una personalita’ che ricercava relazioni di abuso. Pizzey descrive tale comportamento come abuso-dipendente e dichiara che livelli alti di ormoni e neurostamine associati a traumi persistenti nell’infanzia, portano ad adulti che continuamente si imbattono in violenti litigi con il partner nonostante i costi finanziari, legali, emozionali e fisici nel tentativo di simulare l’impatto emozionale di esperienze traumatiche durante l’infanzia.
Il libro contiene diverse storie di famiglie turbate assieme ad una discussione sulle ragioni per cui i centri moderni di cura statali sono la maggior parte inefficienti.
Pizzey afferma che e’ stato dopo le minacce di morte dirette a lei ed ai nipoti ed all’uccisione del suo cane, azioni perpetrate da femministe militanti, le ragioni per cui ha lasciato l’Inghilterra per il Nord America. E’ poi ritornata a Londra negli anni ‘90 dove i suoi consigli erano richiesti dai politici e dai gruppi di famiglie.
Pizzey e’ ancora al lavoro per aiutare le vittime di violenza domestica ed e’ la presidente della Mankind Initiative.
Nel 2009, Pizzey ha vinto una causa contro Macmillan Publishers riguardo il contenuto del libro di A. Marr “Storia dell’Inghilterra moderna”. La pubblicazione aveva erroneamente ritenuto che Pizzey avesse fatto parte della milizia “The Angry Brigade” che aveva fatto attentati dinamitardi negli anni ’70. L’editore ha ritirato e distrutto la versione offensiva del libro e lo ha ristampato senza l’errore. La connessione con Angry Brigade era stata fatta nel 2001 durante una intervista a The Guardian in cui l’articolo diceva che Pizzey era stata cacciata dal movimento femminista dopo la minaccia di informare la polizia riguardo un’attentato pianifiato dall’Angry Brigade al negozio di vestiti Biba. “Ho detto loro che se facevano cio’ (n.d.r. far saltare in aria Biba, il mitico magazzino a Kensington) avrei informato la polizia perche’ non era cio’ in cui credevo”.
Pizzey ha sposato Jack Pizzey, luogotenente navale, quando aveva 20 anni e lo aveva incontrato la prima volta ad Hong Kong. La coppia ha avuto 2 figli ed ora lei vive a Sud di Londra. Le e’ stato diagnosticato il cancro nel 2000.
Nel 2000, Keita Craig – nipote di Pizzey e malata di schizofrenia – si suicida in una cella in prigione.
Pizzey e la sua famiglia erano contrari al verdetto del medico legale di “morte per impiccagione” e nel 2001 una giuria nella seconda inchiesta ha dichiarato all’unanimita’ che alla morte avevano contribuito i secondini della prigione per negligenza di fronte ad un caso di suicidio annunciato. 

LIBRI

Storie Vere

  • Scream Quietly or the Neighbours Will Hear
  • Infernal Child (an early memoir)
  • Sluts' Cookbook
  • Erin Pizzey Collects
  • Prone to violence ISBN 0-600-20551-7 Out of print
  • Wild Child
  • The Emotional Terrorist and The Violence-prone ISBN 0-88970-103-2

Fiction


  • The Watershed
  • In the Shadow of the Castle
  • The Pleasure Palace (in manuscript)
  • First Lady
  • Counsul General’s Daughter
  • The Snow Leopard of Shanghai
  • Other Lovers
  • Swimming with Dolphins
  • For the Love of a Stranger
  • Kisses
  • The Wicked World of Women
  • The Fame Game (work in progress)
  • The Lifestyle of an International Best selling Author

Premi


  • International Order of Volunteers For Peace, Diploma Of Honour (Italy) 1981.
  • Nancy Astor Award for Journalism 1983.
  • World Congress of Victimology (San Francisco) 1987 - Distinguished Leadership Award.
  • St. Valentino Palma d’Oro International Award for Literature, 14 February 1994, Italy.

Vedi anche



Riferimenti


1.       ^ a b "35 years of Refuge". Refuge. 2009. Archived from the original on 4 January 2010. http://www.webcitation.org/5mXlJ2XBi. Retrieved 7 July 2011.
2.       ^ Haven House in California was founded in 1964, seven years earlier than Pizzey's shelter (see About Haven House).
3.       ^ Rappaport, Helen (2001). "Pizzey, Erin (1939— ) United Kingdom". Encyclopedia of women social reformers. 1. Santa Barbara, CA: ABC-CLIO. p. 549. ISBN 978-1-57607-101-4. "In 1972 the center was visited by U.S. feminists, who set up similar ventures in the United States..."
10.   ^ Fiebert, Martin S. References Examining Assaults by Women on Their Spouses or Male Partners: An Annotated Bibliography. First published in Sexuality and Culture, 1997, 1, 273-286; updated May 2009
11.   ^ Malcolm J. George of the Department of Physiology, Queen Mary and Westfield College, London, United Kingdom.Riding the Donkey Backwards: Men as the Unacceptable Victims of Marital Violence
15.   ^ "Campaigner accepts libel damages". BBC.co.uk. 1 April 2009. http://news.bbc.co.uk/1/hi/uk/7976546.stm. Retrieved 1 April 2009.

Link esterni


giovedì 29 novembre 2012

IL MITO DELLA VIOLENZA DI GENERE NELLA SUA PURA FORMA




     "... quando un uomo uccide la propria moglie o convivente, viene brandito come mostro. Quando e' la donna a macchiarsi dello stesso crimine, allora se ne cercano le cause ... " - nota di una criminologa



E' molto ricorrente l'espressione "violenza contro le donne", ne parlano tutti in un coro di condanna, in una unanime retorica strappalacrime: dal cittadino comune (di ogni estrazione sociale, politica e di ogni latitudine e nazionalità) al politico di ogni schieramento, dal Capo dello Stato al capo di qualunque religione, dal Presidente degli Usa al segretario generale dell' ONU, passando trasversalmente per tutte le visioni e ideologie religiose, filosofiche, sociali, politiche: la Donna è Sacra, e soprattutto intrinsecamente vittima e innocente a prescindere.


Insomma, il genere femminile è stato assurto ad una categoria super protetta sulla cui difesa apriori, collettiva e incondizionata pare che tutte le persone, tutti i politici, tutti i capi di stato, tutti i vari capi di religioni, e quant'altro, sempre divisi e in contrasto tra loro, raggiungano una insolita unità e condivisione di pensiero e di intenti (che sia il "Gnocca Power"?).

Questo anche perchè a furia di anni e anni di propaganda femminista, si è convinti dell'esistenza di una cosiddetta "Violenza di Genere", locuzione questa che sta ad insinuare che la violenza sia di appannaggio maschile e rivolta unicamente (o in grossa parte) verso le donne, e che raggiunga livelli così alti e spaventosi da far invocare (e ottenere) mobilitazioni e iniziative internazionali e leggi discriminatorie di genere (le c.d "discriminazioni positive) a salvaguardia di ciò che pare essere diventata una categoria quasi divina e in pericolo di estinzione. Un modo sleale di elaborare le statistiche, ingannevole nel diffondere l'informazione, sessista nell'inquadrare il rapporto fra i sessi, distorto nel concepire il significato della violenza e, quando non distorto, applicato secondo il criterio dei due pesi e due misure, che ha portato a questa spaventosa bufala mondiale della c.d. "Violenza di genere" la quale ha avvelenato moralmente e psicologicamente gran parte della gente e che sta causando una guerra e contrapposizione tra i sessi con conseguente distruzione della famiglia e della società in generale e nella quale le prime vittime, materiali e morali, di questa situazione risultano gli uomini.
Ecco 10 punti in cui si dimostra che la pretesa "violenza di genere" è una menzogna, una criminale menzogna di impatto globale: 
Punto 1 - L'espressione "violenza sulle donne" come parola d'ordine di condanna ha chiaramente un retrogusto sessista e razzista in quanto riduce il concetto di violenza a quella commessa da persone appartenenti al genere maschile contro persone appartenenti al genere femminile, escludendo o comunque minimizzando, quindi, le violenze commesse a parti invertite (femmine contro maschi) e anche quelle che pur subite da donne sono commesse da altre donne. Quindi con questa espressione la violenza non viene condannata in se stessa in quanto la valutazione su di essa viene inquadrata in un' ottica sessista che la rende "cattiva" o meno a seconda del sesso di chi la subisce (femminile) e di chi la usa (maschile). E' "cattiva" se a commetterla è un maschio contro una femmina, è tollerabile o minimizzabile, o addirittura inesistente se a commetterla è una femmina contro un maschio.
Punto 2 - Condannare solo la violenza (vera o presunta) subita dalle donne e conferendo ad essa un connotato di genere (quello maschile) richiama inequivocabilmente una suddivisone manichea dell' umanità in "buoni" e "cattivi" a seconda del sesso: il male che risiede unicamente nel genere maschile, e il bene unicamente in quello femminile.
Punto 3 - Nessuna donna subisce violenza per la sua appartenenza al genere femminile (a parte qualche singolo e isolato caso di qualche serial killer o altro psicopatico simile), come invece spesso può accadere ad una persona appartenente ad una determinata "razza"(violenza razziale), religione(violenza religiosa), fazione politica(violenza politica) e quant'altro. Quei casi di donne che vengono uccise da uomini avvengono nella maggior parte dei casi per motivi di raptus a seguito di un abbandono sentimentale, di ricatti psicologici di lei oppure di ingiustizie subìte in contenziosi post divorzio oppure per gelosia, quando non dovuti a motivi di criminalità comune (rapine, mafia, ecc). Motivazioni queste che non hanno nulla a che vedere con la misoginia o ad una fantomatica-e mai dimostrata-pulsione di "possessività" sulla donna in quanto donna, ma alla folle disperazione per una ingiustizia subìta (vera o presunta che sia). E' da escludere quindi ogni connotazione di genere in questi delitti, per quanto deprecabili e ingiustificabili siano. E anche la violenza sessuale stessa, la quale viene sbandierata dalla propaganda femminista e mediatica come violenza di genere per eccellenza, vedendo vittime anche tra appartenenti al genere maschile (ad esempio gli stupri in carcere, i bambini maschi vittime di pedofilia e di madri psicopatologiche che considerano il loro bambino un oggetto dove riversare frustrazioni) non può essere considerata una violenza di genere, in quanto non è una violenza rivolta solo contro le donne (--->uomini che stuprano altri uomini) nè a senso unico (--->donne che abusano di altri bambini, maschi o femmine).
Aggiungasi inoltre i bambini vittime di violenze materne (specie gli infanticidi) e di quelli vittime di maestre di scuole materne ed elementari, casi questi tutt'altro che rari e che ultimamente stanno incominciando ad essere svelati in tutta la loro cruda realtà e drammaticità. Alla luce di ciò, quindi, appare ridicolo parlare di "violenza di genere", in quanto le donne sono tutt'altro che immuni dall' usare violenze fisiche dirette e se ci particolarizziamo alle violenze sui bambini, le donne non solo non sono meno violente degli uomini, ma - dati alla mano - sono ancor più violente.
 
Punto 4 - A subire violenze e reati di ogni genere sono maggiormente gli appartenenti al genere maschile. Se ci particolarizziamo sugli omicidi, in Occidente, vediamo che per ogni femmina ammazzata, vi sono almeno 3 maschi ammazzati e di ogni 4 morti ammazzati, 3 sono maschi. Stessa cosa si può dire per altri reati (eccetto quelli sessuali, di cui comunque i casi accertati sono veramente pochi rispetto al numero delle altre violenze accertate) e con rapporti ancora più preponderanti a svantaggio maschile. Quindi anche se si vuole identificare la violenza con la "violenza maschile", le prime vittime di tale pretesa "violenza maschile" rimangono comunque i maschi e non le femmine.
Punto 5 - Per commettere una violenza fisica e diretta non occorre necessariamente avere una mole fisica maggiore di quella della vittima, in quanto si può colpire la vittima, e quindi lederla, con un’arma, propria o impropria che sia (ferro da stiro, posate, ecc, come spesso accade nelle violenze domestiche commesse da donne contro mariti e figli) e con effetti maggiori rispetto a quella commessa a "mani nude".
Gli uomini vittime di violenza fisiche femminili, generalmente, rispetto alle donne vittime (vere o presunte) di violenza, sono più restii a denunciare in quanto secondo la mentalità comune essere picchiati da una donna è motivo di vergogna ed espressione di "virilità disonorata" e quelli che denunciano non vengono presi in considerazione o addirittura vengono derisi. Aggiungasi, inoltre, che non pochi uomini si lasciano picchiare da donne senza reagire in quanto ingabbiati e paralizzati dall'onnipresente paradigma sociale e morale secondo cui un uomo non può mai mettere le mani addosso ad una donna, anche a costo di prenderle.
Punto 6 - Per commettere violenza non sempre è necessario esercitarla personalmente e direttamente ma si può benissimo delegarla ad una persona terza. Spesso le donne quando devono commettere violenza su un uomo, la delegano ad un altro uomo (familiare, marito, amante, ecc); un modo questo per "lavarsi le mani" e per meglio sfuggire alla Giustizia, ma che moralmente è molto più ripugnante (in quanto entra in gioco anche la viltà) e infatti per legge il mandante è spesso punito in modo maggiore rispetto all'esecutore. Una variante di questo genere di violenza, è l'uccisione del marito tramite veleno (o altri modi "silenziosi" simili). Metodologia criminale tipicamente femminile questa, che rende estremamente difficile se non impossibile catalogare e registrare la morte della vittima in un omicidio in quanto quando una persona sopra i trenta anni(specie over 40) muore improvvisamente, specie nel sonno, automaticamente si ascrive quella morte ad un infarto o ictus, e quindi non ne conseguono indagini giudiziarie.
In taluni casi, però, in modalità e circostanze assolutamente fortuite sono stati scoperti casi di omicidi contro mariti dovuti ad avvelenamenti, quindi questo fa concludere che certamente il numero di vittime di questa odiosa , vile e abietta forma di omicidio sia molto più elevato rispetto a quello dei casi ufficialmente scoperti. Bene farebbero, quindi, le autorità preposte a predisporre autopsie sulle salme di quegli uomini sposati morti improvvisamente, forse nella maggioranza dei casi verrebbe confermata la morte naturale ma di sicuro si accerterebbero anche omicidi altrimenti non rilevabili.
Punto 7 - La violenza può essere avallata o indotta o stimolata tramite pressioni psicologiche o sentimentali, oppure intrighi, ricatti, ecc. convogliandola quindi dall'aggressore alla vittima. Molti uomini indotti emotivamente dalla loro partner (e talvolta anche ricattati di essere lasciati) commettono violenza su altri uomini, in nome di quella perversa e distorta concezione di "virilità" basata sulla "protezione e sicurezza" e che come è risaputo è una "qualità" richiesta da non poche donne (ecco perchè gli uomini bulli, maneschi e "capo-branco" sono pieni di donne, di sicuro hanno molto più successo con le donne rispetto ad uomini bonari o timidi ma molto più intelligenti). Ogni giorno vi sono migliaia e migliaia di uomini aggrediti da altri maschi sotto gli occhi compiacenti e istiganti delle fidanzate o mogli dell'aggressore, così orgogliose dei loro "cavalieri" che agiscono da capi branco. Come si vede, molte donne non hanno paura affatto di avere fidanzati o mariti violenti, anzi ne sono orgogliose spesso avallando e istigando le loro violenze contro altri uomini a patto però che non mettano le mani anche su di loro. Ciò non sminuisce, ovviamente, la responsabilità degli aggressori uomini in questa tipologia di violenza, però mette in evidenza una altra violenza che c'è dietro, cioè la violenza istigatrice.
Le donne, sempre pronte a usare il luogo comune "dietro un grande uomo, c'è una grande donna" per sminuire i meriti maschili appropriandosene slealmente, mai una volta si chiedono se è il caso di dire anche "dietro un uomo violento, c'è una donna violenta", perchè sarebbe troppo scomodo per la propaganda femminista, ma in taluni casi le violenze di uomini contro altri uomini avvengono secondo questa dinamica.. Esempi estremi sono di quei sovrani o capi di stato che pur non essendo stati crudeli, sono passati alla storia come crudeli in quanto manovrati da dietro le quinte dalle loro mogli, loro, sì, veramente crudeli. Si potrebbe citare il re Luigi XVI di Francia (manipolo di sua moglie Maria Antonietta), solo per fare un esempio.
Punto 8 - Non esiste solo la violenza fisica e tangibibile, penalmente perseguibile, diretta o indiretta che sia. La violenza è anche e soprattutto quella psicologica, sentimentale e morale che in quanto più subdola e meno tangibile si nota di meno e penalmente non è perseguita ma che spesso è molto più devastante della violenza fisica in quanto cagiona ferite interiori ed esistenziali talora difficilmente riemarginabili e che come tali possono distruggere una vita o comunque comprometterla gravemente nella qualità. Far soffrire una persona facendo del male ai suoi sentimenti, è la più classica, feroce e diffusa delle violenza psicologiche. In questi casi non si può addurre la maggiore fisicità maschile rispetto a quella femminile come scusa per monopolizzare le vittime di violenza al genere femminile, e quindi su questo genere di violenze le donne non sono carnefici da meno rispetto agli uomini, anzi lo sono di più. Spesso quando si fa presente questo aspetto della violenza psicologica, molte donne obiettano affermando che un conto è subire la cattiveria di una persona un altro conto è la violenza fisica e che a loro avviso subirebbero solo le donne.
Eppure le tante "statistiche" sulla violenza contro le donne comprendono anche una pretesa "violenza psicologica" (e che quindi contribuiscono notevolmente ad accresce le cifre), quindi se anche la violenza psicologica rientra nelle forme di violenze che le suddette "indagini" inseriscono nelle loro statistiche, allora ciò, per coerenza, dovrebbe valere anche per le violenze psicologiche che gli uomini subiscono dalle donne, ma come si sa, usare due pesi e due misure contraddistingue la propaganda femminista e l'atteggiamento di non poche donne quando devono esaltare il loro genere a discapito di quello maschile.
Se, poi, addirittura anche una semplice critica al modo di vestire o di cucinare rivolta da un uomo verso la moglie o la fidanzata viene catalogata da queste "ricerche" (in primis quella famosa dell' commissionata dal "Ministero delle Pari Opportunità" all'Istat) come "violenza" (psicologica), allora con questo criterio, gli uomini risultano le prime vittime di violenza psicologica in quanto le donne criticano gli uomini molto di più di quanto succede a parti invertite, e inoltre se aggiungiamo la tragica situazione dei padri separati (abbandonati dalle loro mogli spesso per motivi pretestuosi e defraudati di casa e averi, e molto spesso preclusi dalle ex di poter vedere i loro figli e talora rimanendo vittime di false accuse strumentali da parte delle ex mogli) la quale situazione ben si configura a tutti gli effetti come violenza psicologica e morale, abbiamo una riprova di come le maggiori vittime di questa tipologia di violenza siano gli uomini. Tra le vittime di violenza vanno aggiunte, quindi, anche le vittime di depressione o suicidio a seguito di una forte ingiustizia subita.